Normativa e permessi capannoni mobili: tutto quello che serve sapere

Normativa e permessi capannoni mobili: tutto quello che serve sapere

capannoni mobiliIl capannone mobile è una copertura di indiscusso valore. Si installa in tempi brevi e dappertutto, anche dove è difficile realizzare un’opera muraria. Alcuni si spostano, altri si smontano o si possono rimpicciolire. Tutti comunque hanno prezzi competitivi rispetto al mattone, ma è la normativa che li regola a renderli molto interessanti. In molti casi infatti costruire un capannone richiede una documentazione semplificata. E non prevede lunghe attese per guadagnarsi una concessione edilizia. Facciamo un po’ di chiarezza per capire come funziona l’aspetto burocratico.

Autorizzazioni e permessi per ottenere una tensostruttura

I capannoni mobili industriali fanno comodo a molte aziende che vogliono aumentare rapidamente lo spazio coperto del magazzino o cercano una copertura temporanea per il lavoro. Le ragioni di questa affermazione sono due: realizzare una tensostruttura è strutturalmente più veloce e il più delle volte non richiede una concessione edilizia.

Per poter procedere con la realizzazione di un capannone in acciaio e pvc bastano infatti pochi accorgimenti burocratici. Prima di tutto occorre fornire al comune di residenza una segnalazione certificata di inizio attività. La S.C.I.A. non è che una semplice dichiarazione dell’imprenditore in cui egli attesta l’intenzione di avviare dei nuovi lavori, quelli per la costruzione della tensostruttura.

In alcuni casi la S.C.I.A., in altri invece la segnalazione di avvio attività va correlata con una denuncia di inizio dell’attività edilizia (D.I.A.), concessa dal comune e che sostituisce il permesso di costruire. Questo vale nel caso si manifestino dei vincoli paesaggistici o se le dimensioni e la forma mutano in maniera significativa. Non servono altre autorizzazioni: una volta presentate queste carte all’Ufficio Tecnico del comune si potrà dare subito il via ai lavori.

Questa procedura è stata pensata per snellire le pratiche edilizie di minor peso urbanistico, come realizzare una copertura mobile o una tettoia. Senza più concessioni o attese lunghe mesi per un tunnel in tela, le aziende possono allestire un capannone in poco tempo e senza noie burocratiche. Naturalmente nella documentazione bisognerà includere anche le relazioni tecniche sulla struttura da realizzare, contenente la descrizione del lavoro e il metodo per eseguirlo a norma di legge e in sicurezza. Questo servirà all’autorità vigilanti per fare le verifiche.

La normativa fiscale per i capannoni mobili

Le tensostrutture sono soggette ad imposta municipale unica. Ciò significa che l’imprenditore verserà l’Imu sul proprio capannone mobile come un normale edificio aziendale, in base alla categoria di appartenenza della struttura. Per il calcolo dell’imposta si parte dalla rendita catastale riportata sul rogito, a cui si aggiunge una rivalutazione del 5%. La base ottenuta va poi moltiplicata per l’aliquota Imu fissata dal comune di appartenenza.

Realizzare un capannone senza concessione edilizia

In conclusione quindi per costruire una tensostruttura non serve che sbrigare poche faccende burocratiche. Questo però non significa poter procedere in modo avventato: proprio per la burocrazia semplificata, le autorità verificano attentamente le relazioni e i progetti per evitare irregolarità edilizie.

Inoltre le normative e i permessi possono variare a seconda della zona e degli aggiornamenti in materia di costruzioni. Pertanto è sempre meglio affidarsi ai tecnici dell'azienda fornitrice, professionisti del settore e conoscitori delle regole in materia. Con una semplice consulenza è possibile conoscere con esattezza le normative della propria zona, senza incappare in abusi edilizi.

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